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Il punto di vista dell'essere umano fragile.

November 23, 2017

 

Nell'istante in cui un essere umano viene alla luce su questa terra, ogni gesto e comportamento che egli compie, ha, fondamentalmente ed immancabilmente, uno scopo: diventare un individuo autonomo.

Dal primo respiro al primo passo; dalla prima parola al discorso di laurea; una quantità enorme di energie (fisiche, psichiche, emotive, economiche) vengono spese al fine di raggiungere tale traguardo Un lungo e faticoso cammino che coinvolge, non soltanto il protagonista che lo compie, ma anche i genitori, la famiglia, la scuola, e tutta quella costellazione di istituzioni sociali e di reti relazionali che oggi danno corpo alla nostra società.

In ultima analisi, si potrebbe assumere che, ogni essere umano e la rete sociale e culturale nella quale egli vive, si pongono l'obiettivo implicito di crescere, formare e riconoscere individui autonomi e, in quanto tali, interconnessi attraverso un sistema relazionale profondo ed empatico.

Cosa accade, però, se un essere umano, che si trova in uno stato di autonomia, perde alcune delle abilità che ad esse sottendono? Un essere umano può essere e sentirsi ancora individuo, se non si avverte più come autonomo? La società, e la rete relazionale e culturale nel quale è inserito, lo riconoscerà ancora come individuo? Ed egli se ne sentirà ancora parte?

E' questo lo stato psicologico che investe una persona che vive in uno stato di fragilità, qualunque esso sia, e qualunque ne sia la causa. 

Gli interrogativi sopra esposti, ovviamente, non sono così adeguatamente formulati nella mente delle persone, ma vengono semplicemente vissuti emotivamente, avvertiti come sentimenti che spesso prendono la forma di terrore e angoscia.

Fortunatamente, così come esiste una programmazione, potremmo dire, istintiva dell'essere umano all'autonomia, così esiste una capacità specie specifica dell'essere umano a riconoscere le emozioni e ad entrare in contatto con gli stati di fragilità: L'empatia.

Gli esseri umani appaiono essere istintivamente “programmati” per prendersi cura degli altri esseri umani, e, fortunatamente, non soltanto della propria prole.

Una persona fragile, è una persona angosciata, che si può avvertire sola e disperata nel proprio dolore, che ha perso le coordinate che la definiscono come individuo. 

Prendersi cura della fragilità, significa, innanzi tutto, riportare quella persona all'interno del consesso umano, restituendole la dignità di individuo.

 

 

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